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Infanzia e Prevenzione:importanza del T.M.A. e della Analisi dei Conflitti profondi attraverso la Medicina Energetica Psicosomatica.

Alcuni Strumenti della Psico-Bionergetica potrebbero essere utilizzati precocemente nei confronti di Problematiche Comportamentali e di Apprendimento Infantile.

Si fa qui riferimento a Condotte Ipercinetiche,a disturbi dell’Attenzione,a difficoltà Comunicative e di Apprendimento. Gli strumenti, che vengono poi utilizzati come verifica dell’intervento proposto ,appartengono per quanto riguarda il T.M.A.(Analisi Minerale Tessutale) alla Cultura Scientifica Statunitense e per quanto riguarda la Medicina Energetica Psicosomatica alla cultura Scientifica e Naturopatica Tedesca.

Esiste per il T.M.A. una letteratura statunitense che collega molte disfunzionali condotte infantili alla presenza di minerali tossici che oltre ad essere di per se stessi nocivi impediscono ad altri minerali ed oligoelementi utili di svolgere le proprie funzioni. Quanto scritto è stato anche da noi verificato: in tutti i bambini,diagnosticati Autistici,che si sono presentati richiedendo un T.M.A. è sempre comparso un quadro ricco di minerali tossici. Questi bambini presentavano contemporaneamente un comportamento ipercinetico presentato da alcuni Autori statunitensi ,come funzionale allo stato tossico e come tentativo naturale di accelerare il metabolismo e di espellere i minerali tossici.

Quanto alla Medicina Energetica psicosomatica  e al test del dott. Reinar Banis,ci troviamo di fronte ad una nuova ed affascinante ipotesi scientifica anche se le radici culturali di una tale ipotesi vanno ricercate nella antiche medicine Orientali ed Occidentali. Il dott. Banis ha avuto il grande merito di collegare i Corpi Energetici  con i Chakra o Plessi Nervosi e di essere riuscito a misurare  il potenziale energetico del Corpo Vitale,Emozionele,Mentale e Causale e i relativi conflitti presenti nei vari Plessi Nervosi o Chakra che condizionano il valore energetico dei vari Corpi.

Dalla nostra recente esperienza abbiamo verificato la veridicità di tale test e la positività del corrispondente intervento terapeutico su bambini con problemi comportamentali ed emozionali.

Considerando interessanti e validi i due strumenti indicati come mezzi diagnostici ,potrebbero essere utilizzati,all’interno di una visione ed approccio olistico,anche per indagini conoscitive e preventive in ètà infantile.

Dalla Psico-Bioterapia integrata alla Psico-Bioterapia Energetica.

L’approccio Psico-Bioterapico Energetico è nato dalla sinergia tra Diagnosi Psicologica, Biologica ed Energetica (oltre la Psiche ed il Soma anche il campo Aurico-Energetico), con la possibilità di utilizzare rimedi naturali non invasivi che concretizzano un intervento globale Psico-Bioterapico-Energetico.

La Psico-Bioterapia-Energetica è indicata nel caso di problematiche psicologiche, psicosomatiche e disturbi mentali associati a patologie di natura funzionale  che possono determinare patologie di tipo somatico.

Un intervento “olistico” finalizzato oltretutto al miglioramento ed alla prevenzione della salute psicofisica-energetica dell’individuo a partire da un nuovo assunto teorico-clinico che integra i principi della Psicoterapia, della Bioterapia e della Psicosomatica Energetica. L’intervento integrato proposto ha la finalità di attuare un collegamento tra Discipline come la Psicoterapia, le Bioterapie e la Psicosomatica Energetica che mettendo in gioco la loro specifica identità ed autonomia concretizzano un processo diagnostico e terapeutico Psico-Bioterapico-Energetico globale, capace di intervenire nella prevenzione del benessere e nella cura dell’uomo inteso come Unità Energetica Psicosomatica.

Campo Aurico-Energetico.

La Psicosomatica Energetica si basa  su una  combinazione tra la Medicina Energetica dell’Oriente (agopuntura, yoga) ed il pensiero scientifico moderno e si pone l’obiettivo di misurare il Campo Energetico sottile-Vitale, Emozionale, Mentale, Causale- ed i rapporti col Sistema Neurovegetativo ed i relativi Plessi Vegetativi (Chakra): la parte  Energetica (Aura) si riflette  sui Plessi Vegetativi e viene a sua volta condizionata dai Plessi (Chakra) e  se tutti i piani funzionano bene e in armonia tra loro la persona si sente sana e vitale.

Strumenti Diagnostici: C.test, Emot.test ,Mineralogramma, Rebatest.

Strumenti Terapeutici: Psicoterapia Cognitiva, Strategica, Autogena.

Bioterapie: Floriterapia, Oligoterapia, Gemmoterapia, Fitoterapia, Micoterapia.

Campi Energetici Omeopatici.

Riconoscere e guarire i conflitti psichici nel campo energetico

Introduzione

I conflitti psichici non elaborati sono le più frequenti cause di malattia nella pratica medica. Molte delle persone che da tempo si sentono poco bene e malate hanno dei conflitti di questo tipo. Tali conflitti si svolgono perlopiù nell’ombra e spesso purtroppo non vengono né riconosciuti nel modo giusto né trattati con l’intensità necessaria. In tal modo non si tiene conto di un’importante causa di malattia. I conflitti sono quasi sempre una delle cause principali di casi problematici come le malattie croniche, le difficoltà nell’educazione dei bambini e i disturbi dello stato psicofisico, spesso inspiegabili. Solo dopo aver riconosciuto e risolto questi conflitti, possono mettersi in moto dei processi di guarigione efficaci e durevoli. In questo modo vengono spesso sciolti dei blocchi terapeutici e solo allora le cure cominciano ad essere realmente efficaci. Grazie allo scioglimento dei conflitti non si verifica soltanto la guarigione delle malattie, ma la maggior parte delle persone sperimenta un cambiamento globale verso il positivo, si sente più vitale e con una maggior gioia di vivere. Le persone diventano inoltre sempre più centrate a livello psichico, riuscendo così ad esercitare un miglior controllo sulla propria vita e a sviluppare una sempre maggiore autostima.

La nascita del conflitto

Gli sciamani dei popoli primitivi erano a conoscenza del fatto che nel campo energetico del malato si trovano dei “demoni” e dei “disturbatori” invisibili (che nella trance sciamanica vengono visualizzati come serpenti velenosi, ragni ecc.), che sottraggono energia vitale al malato e vengono considerati un’importante causa di malattia. Secondo questa visione è infatti solo quando lo sciamano caccia e disperde questi demoni che il malato può recuperare la salute.

Al giorno d’oggi non parliamo più di demoni, ma di conflitti. Per capire di cosa si tratta bisogna prima comprendere il modo in cui essi hanno origine. Secondo studi scientifici, i conflitti nascono per via di esperienze pressoché insopportabili a livello psichico che hanno l’effetto di un trauma minaccioso e che vengono espulse dall’organismo senza tanti preamboli. Si tratta dello stesso fenomeno noto in psicologia come “rimozione”, in funzione di una pura e semplice strategia di sopravvivenza. Prima che il conflitto ci distrugga letteralmente, lo buttiamo fuori. In tal modo si verifica una rimozione a livello energetico, dato che il conflitto non possiede solo una qualità psichica, ma anche una sottile.

I conflitti hanno diversi contenuti traumatici che vanno dalla collera alla paura di fallire, passando per la tristezza, e coprono tutti i possibili contenuti emotivi negativi. Per questo motivo non c’è un solo conflitto, bensì vari “pacchetti emozionali” traumatici. Il tipo di conflitto di una persona dipende soprattutto dalla situazione traumatica in cui il conflitto ha avuto origine. Se per esempio si era così arrabbiati che l’organismo ha avuto paura di esplodere, si sarà originato un conflitto di collera. Se si era impotenti e si è pensato di venir annientati nella situazione traumatica, sarà sorto un conflitto con il tema “impotente”.

La soluzione dei conflitti

Nell’energetica psicosomatica il conflitto viene risolto prevalentemente a livello energetico, per questo può essere abbinata a tutte le altre terapie attualmente in uso.

Abbinando il modello dalla PsicoBioterapia Integrata al modello della Psicosomatica Energetica è possibile avere risultati ottimali in tempi brevi, riuscendo ad essere efficaci ed efficienti rispetto alla risoluzione dei conflitti.

Da dove ha preso questo nome il metodo?

La Psicosomatica Energetica è un nuovo metodo terapeutico della medicina alternativa.Questo metodo si rivolge al corpo,alla psiche e all’energia vitale della persona.In base alle idee che hanno portato all’elaborazione del metodo, il corpo umano è attraversato da una energia vitale sottile che,nell’interazione armonica tra corpo e psiche,contribuisce alla fonte di salute,vitalità e benessere e da qui ,dalla specifica funzione viene definita energetica.

Come si è arrivati a concepire questo metodo?

Il metodo è frutto del lavoro di molti anni di un Medico tedesco di Medicina  Generale e Naturale e si basa su una combinazione tra la Medicina Energetica dell’Oriente e il pensiero scientifico moderno.

A cosa serve questo metodo?

La Psicosomatica Energetica si è posta l’obiettivo di misurare il campo energetico sottile e di verificarne lo stato funzionale e salutare.Nella Psicosomatica Energetica ,in base alle esperienze di chi applica questo metodo,la misurazione è possibile grazie all’apparecchio Rebatest. Ogni medicina energetica preventiva(agopuntura,omeopatia,floriterapia) cerca di verificare gli abbassamenti dell’energia vitale e di compensarli;il presupposto alla base di questa concezione è che una salute stabile sia determinata e costituita da valori energetici elevati. L’obiettivo della Psicosomatica Energetica è riconoscere e guarire i piani più profondi delle cause delle malattie che hanno a che fare con la parte psichica e sottile.Il metodo parte dall’ipotesi che spesso i conflitti psichici profondi e inconsci determinino dei valori energetici disturbati nel corpo vitale,emozionale,mentale e causale.La Psicosomatica Energetica si è quindi data il compito di riconoscere e curare questi conflitti.

Isomorfismo concettuale ed operativo tra P.I.B. e Rimedi Floreali

La P.I.B. considera l’uomo nella sua intierezza e valuta ciò che si manifesta in una parte, come sintomo espressivo di una condotta e di uno stile generalizzato, sia sul piano organico che sul piano emozionale e psicologico. Il piccolo è manifestazione del grande, nel micro ritroviamo il macro, in ogni parte si proietta il tutto, in ogni cellula opera una intelligenza che è rappresentazione dell’intelligenza.

In questa ottica che la P.I.B. ritiene integrativa alla logica analitica e riduzionistica viene posta in posizione centrale la natura e il suo divenire. Contemporaneamente si cerca di superare la visione uomo-centrica e il costrutto di proiettare nella res osservata la dicotomia tra ciò che è bene e ciò che è male, tra sintomi ritenuti patologici e manifestazioni considerate normali. In parte condividiamo la analoga visione della N.M.G. (Nuova Medicina Germanica) che vede il cancro, non solo un qualcosa da superare, ma anche una manifestazione protettiva di un ancestrale conflitto biologico.

Se i forti, imprevisti e traumatici conflitti determinano anche dei cancri come risposta biologica riparativa e funzionale alla sopravvivenza, gli stili emozionali e i tratti comportamentali correlati, quando vissuti in eccesso per intensità e durata, segnano il soma con disturbi e sintomi analoghi alle ripetute e bloccate e emotivamente condizionate condotte.

All’interno e nel rispetto di questo approccio olistico, va colto l’utilizzo isomorfico dei rimedi floreali. Per maggior chiarezza di quanto esposto si propone un esempio-modello. La Quercia nei R.F. rappresenta il dovere, il peso del dovere… la durezza… e nelle persone doverizzate ritroviamo una forte contrazione muscolare a livello cervicale e scapolo omerale, una rigidità dei vasi sanguigni con la conseguente sintomatologia pressoria e spesso, oltre ad una pesante stanchezza, una auto-percezione che oscilla tra l’incapacità e il senso di colpa. Queste, che presentano di norma difficoltà a concedersi momenti di piacere, nuove esperienze, contemporaneamente manifestano una grande disponibilità ad accollarsi il lavoro di altre persone. Si legge in questi individui una costante tra la loro condotta e la sintomatologia presentata, un legame caratterizzato dal forte senso della responsabilità e del dovere e da tutto ciò che questo vissuto in eccesso comporta: un forte peso, una eccessiva rigidità, una grande stanchezza.

La P.I.B., oltre ad una ristrutturazione emozionale-cognitiva, coglie nel descritto quadro, una risposta sintomaticamente isomorfica al r.f. della quercia. Ecco aprirsi la possibilità di una lettura analogica-simbolica dei sintomi fisici e di un utilizzo transpersonale dei R.F..

Compaiono oramai studi che, oltre a confermare la verificata validità di un tale utilizzo, associano i R.F. ai diversi tipi di personalità e alla “riscoperta” intelligenza emozionale.

Resta comunque fermo che tale ed importante mezzo, è un semplice per quanto meraviglioso mezzo, all’interno della relazione terapeutica, importante, questa, non solo nella fase prescrittiva, ma fondamentale nell’accompagnare, verificare e ridefinire la nuova realtà percettiva del paziente. E’ un continuo ed integrato ritmo piagettiano che, se correttamente interpretato da parte dello Psico-Bioterapeuta,produrrà un armonico, funzionale e dinamico adattamento-cambiamento. Adattamento dinamico, perché chi si rivolge alla P.I.B. coglie anche l’obiettivo della conquista di un nuovo, gioioso e quindi sano equilibrio psico-fisico.

Psico-Bioterapia Integrata(P.I.B.) una concreta proposta operativa per affrontare le problematiche sollevate dalla P.N.E.I.

Oramai da tempo, in diverse regioni d’Italia, alcuni Psicoterapeuti stanno operando con un approccio integrato di psico-bioterapia.

Gli evidenti risultati raggiunti nella cura psicologica dei disturbi mentali con tali trattamenti integrati innovativi, hanno indotto un attento Direttore di Distretto di un’azienda sanitaria romana a riconoscere e trasformare in attività ordinaria un ambulatorio di psico-bioterapia, il cui Responsabile ambulatoriale è uno Psicologo-Psicoterapeuta.

L’attività di Psico-Bioterapia consiste essenzialmente in un intervento integrato di psicoterapia e rimedi bioterapici (fito-gemmoterapia, oligoterapia, floriterapia, etc…).

L’abbinare una Psicoterapia a prescrizioni bioterapiche permette di affrontare tutte quelle patologie di tipo funzionale che alle volte determinano una eventuale somatizzazione.

Questa modalità operativa integrata, da molti anni utilizzata dal sottoscritto, permette allo Psicoterapeuta di avvalersi di ulteriori strumenti per offrire una più efficace risposta alla variegata sintomatologia presentata dai pazienti insieme alla problematica psicologica di fondo.

Si può affermare che la P.I.B. è non solo una metodica efficace ed efficiente in gran parte delle organizzazioni percettive disfunzionali (psicopatologie), ma offre delle funzionali soluzioni a gran parte della sintomatologia correlata allo Stress e riempie di seri contenuti operativi professionali, propri dello Psicologo, la P.N.E.I. e il concetto che la sottende.

L’Uomo risponde nella sua interezza agli stimoli, interni ed esterni, vissuti come pericolosi ed inibenti la propria risposta adattiva.

Psico-Bioterapia Integrata e Stress

Sono sempre più in aumento le problematiche inerenti alla salute correlate allo Stress.

In una Società che va veloce non c’è tempo per pensare, per fermarsi e il necessario adattarsi a questi ritmi è fonte di Stress e cattive abitudini.

Oltre all’aumento di organizzazioni percettive disfunzionali (fobie-attacchi di ansia etc.), i primi a risentirne sul piano organico sono cuore e stomaco: sempre più aumentano i consumi di farmaci per malattie cardiocircolatorie e ipertensione arteriosa e di farmaci usati per affrontare patologie da reflusso gastroesofageo ed ulcera.

“Le strade hanno il colesterolo alto”.. potrebbe essere la giusta rappresentazione del forte legame uomo-ambiente.

In questo attuale quadro si riducono sempre più gli spazi per i rapporti affettivi minacciando in modo allarmante l’equilibrio dell’uomo.

Non resta all’homo sapiens che reagire in modo olistico, con linguaggio simbolico e analogico, ora con il corpo “somatizzando” ora con la psiche, alla riduzione dei generalizzati e naturali ritmi di lavoro e riposo, di inspirazione ed espirazione, di sistolica e diastolica, di piacere e dovere etc..

Ciò che si presenta nel soma è spesso anticipato ed annunciato dallo stile caratteriale ed emozionale, quanto si presenta nella psiche è accompagnato e alle volte precorso da stati funzionali sintomatici del soma.

La P.I.B. aiuta a cogliere , comprendere, prevenire e a prendersi cura di queste manifestazioni isomorfiche che caratterizzano la risposta adattiva dell’uomo.

Alcuni ed importanti strumenti della P.I.B. possono essere considerati il T.M.A., per quanto riguarda lo stato funzionale e predittivo sul piano somatico, il C.L.T. pronto a valutare lo stato funzionale psicologico e la relativa componente ansiosa, l’EM.T. che risalta lo stile emozionale proprio che condiziona la persona.

Si afferma anche in termini operativi che l’Uomo reagisce nella sua intierezza alle percepite e vissute provocazioni ambientali e che solo un approccio analogicamente globale ed olistico può aiutare ad uscire dalla logica del continuo fare e può aiutare a ritrovare il proprio ritmo salutare di vita.

Un contributo della P.I.B. al problema del bullismo.

Sia dalla stampa che dalle televisioni vengono sempre più denunciate condotte aggressive da parte di adolescenti.

Le varie realtà locali ed in primis le istituzioni scolastiche tentano di allertare e richiamare l’attenzione delle famiglie su un fenomeno che rischia di “normalizzarsi”, causa la scarsa efficacia degli interventi delle agenzie sociali e sanitarie .

In un nostro precedente appunto sullo Stress avevamo affermato che oramai “le strade sono sempre più piene di colesterolo” a sottolineare che nessun fenomeno appare isolato e che ciò che si manifesta nell’individuo è già presente e percepibile nell’eco-ambiente.

Non vi è più né spazio né tempo per fermarsi e riflettere,sono in aumento nell’età infantile i problemi di ipercinesia e di attenzione, nell’età adolescenziale le condotte distruttive ed aggressive, nell’età adulta tutta la vasta gamma di sintomatologia associata allo Stress e nella terza età compaiono sempre più patologie a carico della neo-corteccia cerebrale.

Oltre la generale considerazione che quanto si manifesta in età adolescenziale ha anche una sua logica causale nel tipo di sviluppo ed organizzazione sociale, occorre offrire comunque alle famiglie letture e suggerimenti concreti ed operativi su come uno stile educativo famigliare piuttosto che un altro possa condizionare e produrre nei figli risposte comportamentali diverse. A questo proposito vi sono in Italia ottimi studi e relative pubblicazioni a cui occorrerebbe far riferimento. Nel frattempo non si tralasci di proporre soluzioni più ampie, concrete e percorribili alle istituzioni scolastiche nei suoi vari ordini e gradi che potrebbero essere definite come una ricerca ed un invito all’essere piuttosto che al fare o in una sola omnicomprensiva parola una educazione alla “consapevolezza”.

L’educazione ad avere un tempo da dedicare al proprio spazio. In termini operativi torneremo sull’argomento ma si fa presente che questa, la “consapevolezza”, è parte importante del protocollo di intervento della P.I.B. riservato sia allo Stress che alla prevenzione delle ricadute nella Depressione.

Abbiamo accennato ad aspetti generali, abbiamo ipotizzato interventi informativi ed educativi alle famiglie, abbiamo suggerito metodiche pedagogiche da introdurre nelle istituzioni scolastiche, ma ora nell’immediato cosa fare?

La P.I.B. si avvale di strumenti testistici quali il T.M.A. ed il C.L.T. che sono già stati sperimentati sia in Italia che in altri stati per valutare,prevenire e gestire comportamenti aggressivi.

Il C.L.T. è stato utilizzato con successo in una regione del Nord-Italia come test di psicologia funzionale, per conoscere le potenziali tendenze aggressive presenti nel soggetto e da qui programmare un intervento preventivo diretto al Ragazzo, alla Famiglia, agli Insegnanti.

Fa oramai parte della letteratura scientifica del T.M.A. che alcuni minerali o meglio particolari rapporti tra minerali possano più maggiormente condizionare e determinare definiti stati umorali e relativi comportamenti aggressivi.”Nulla di troppo, solo ciò che è abbastanza”… La P.I.B. permette la formulazione di una ipotesi di prevenzione e di intervento indicando gli strumenti che potrebbero, secondo l’obiettivo, essere utilizzati singolarmente o insieme.

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PIB (Psicobioterapia Integrata) e Approccio Corporeo

In un approccio globale, l’attenzione al corpo è rilevante tanto quanto quella posta alla psiche. Nella P.I.B. l’intervento sul corpo si caratterizza non tanto per l’uso diretto del corpo in terapia, quanto fondamentalmente per una differente teoria del funzionamento mente-corpo: non più di tipo piramidale, con una mente che controlla tutto dall’alto, ma di tipo “circolare”, in cui tutti i vari piani contribuiscono in modo unitario alla complessa organizzazione dell’organismo.

La razionalità , i ricordi, il mondo simbolico, le posture, i movimenti, il mondo delle emozioni, l’insieme dei sistemi interni fisiologici, sono tutte funzioni psico-corporee che, profondamente integrate e interconnesse, possono invece sconnettersi tra loro e diventare limitate e sclerotizzate.

Il corpo e la mente vengono quindi considerati funzionalmente speculari ed identici: quel che accade nella mente riflette quel che accade nel corpo e viceversa. Così, nel corso della vita, si inscrivono nel proprio corpo, otre che nella propria mente, le emozioni, i sentimenti ed i pensieri che via via lo attraversano in risposta agli stimoli al mondo esterno. Stimoli lievi lasciano segni passeggeri, ma eventi traumatici lasciano segni che non si cancellano: la mente può allontanarne il ricordo (rimozione), ma il corpo non dimentica e adotta delle “strutture” che gli consentano di non percepire sentimenti come il dolore, la paura o la rabbia con i quali non riuscirebbe a convivere. Tali strutture rappresentano la memoria del corpo, funzionale sì all’equilibrio psico-corporeo, ma comunque da affrontare e da tenerne conto in un approccio globale alla salute.

Le contrazioni muscolari, le somatizzazioni specifiche non permettono un libero fluire dell’energia e dove non c’è energia non si è in grado di sentire il proprio corpo, le sensazioni che lo vivificano, i sentimenti che lo animano. Non si percepisce un salutare equilibrio psico-corporeo se il proprio psico-soma non è in armonia.

“Per ristabilire l’equilibrio originale bisogna portare verso l’estremo il problema stesso”.

In analogia all’approccio psicologico elettivo proprio della P.I.B., anche l’approccio psico-corporeo fa riferimento al Paradosso. Tale intervento psico-corporeo, che ha come scopo la liberazione dalle tensioni muscolari e viscerali accumulate dal corpo e quindi la riapertura dei canali energetici, si basa sulla dolce stimolazione dei riflessi autocorrettivi del corpo. Intervento che utilizza la capacità che ha il nostro organismo di ristabilire un equilibrio turbato da avvenimenti esterni ed interni.

E’ soltanto passando attraverso il fuoco che impariamo a conoscerlo e ad affrontarlo”.

Resta fondamentale e fondante della P.I.B che l’approccio psico-corporeo è anche parte di un intervento globale rivolto alla persona e di per se stesso non esaustivo.

“Alla semina dovrà seguire il fiorire e solo allora si potrà procedere al raccolto che varia da persona a persona, da momento a momento e qualsiasi intervento, sia esso sulla psiche o sul corpo, va comunque inteso come arte ed armonia del cambiamento“.

Psico-bioterapia integrata, Hamer, Psicosomatica

Nell’approccio Psico-bioterapeutico integrato la sintomatologia presente viene inquadrata all’interno di un’ottica olistica in cui la visione e la reazione psico-emozionale rappresenta la forza movens del dinamico e “funzionale” mal-essere del paziente.

Si sottolinea l’importanza del vissuto, sia esso sentito e/o percepito, in analogia con i conflitti di Hamer.

Se è pur vero che la dove organicamente si manifesta la patologia ci indica il tipo di conflitto ancestrale, e che quindi l’ontogenesi rispetta e rispecchia la filogenesi, non possiamo negare l’importanza del corticale, del pensiero, del simbolo nello sviluppo filogenetico. Il come rielabora uno stress il pensiero, il significato che esso dà all’accaduto, da il via a dove e a come andrà a manifestarsi la sintomatologia patologica.

Si rileva, in questa informazione-comunicazione, che avvia programmi biologici-sensati della natura, “il chimismo del suono e del pensiero”.

L’intervento solamente bioterapeutico, al di fuori pertanto di una visione sistemica, unitaria e intersistemica, coglie solo parte del solo sintomo, la parte più “visibile” dell’intero. La Bioterapia, estrapolata dall’indicato sistemico contesto, emula una prassi meccanico-organicista.

Non sono i mezzi e la qualità dei prodotti utilizzati -di sintesi o naturali- a definire il modus operandi, ma la visione e la filosofia ispiratrice: sistemica su un livello ed intersistemica e simbolica su più livelli.

Si osserva in parte la vicinanza “scientifica” tra P.I.B. e P.N.E.I. e la “privilegiata” lettura psico-emozionale della P.I.B. rispetto alla P.N.E.I..
La fondamentale e primaria formazione dello PsicoBioterapeuta è psicologica, psicoterapeutica e psicosomatica e solo su queste fondamenta si innesta una ulteriore formazione bioterapica. La P.N.E.I. trova una logica collocazione e accettazione all’interno di una già in parte sistematizzata visione psico-somatica. Il costrutto della P.I.B., al pari di altri sistemi aperti, ha assimilato le varie visioni olistiche di natura psicosomatica e si è accomodata all’ottica “scientifica” della P.N.E.I. offrendo oltretutto delle esaustive letture diagnostiche e conseguenti proposte psicobioterapeutiche. Obiettivo è il cogliere un nuovo equilibrio di ben-essere con la riorganizzazione della disfunzionale, per la persona, sintomatologia inizialmente sentita e accusata.

Si osserva, nell’approccio diagnostico, l’irrilevante preminenza e la rilevante importanza sia del pensato e del vissuto psico-emozionale sia dei sintomi organici presenti nel paziente. L’aspetto ontogenetico e filogenetico sono comunicanti non solo su un piano storico biologico e diacronico, ma sincronicamente comunicano con linguaggio sempre più simbolico da parte dello sviluppo ontogenetico che viene “tradotto” dalla “memoria” filogenetica con manifestazioni biologiche sul piano organico . Al livello filogenetico appartiene il programma speciale, biologico e sensato della natura che risponde ai relativi stressor-conflitti pensati e vissuti dal paziente.

Il conflitto, e ciò che simbolicamente rappresenta e da ciò che viene simbolicamente rappresentato nello Psico-Soma, viene affrontato dalla P.I.B. con interventi psicoterapeutici specifici, con tecniche di rilassamento immaginativo, con interventi di R.F. personalizzati e transpersonali, con programmi fito e gemmoterapici sintomatici e drenanti e con altre metodiche e mezzi propri della P.I.B.

Tutti gli atti, gli strumenti e i mezzi bioterapeutici sono caratterizzati, in analogia all’intervento psicologico, da aspetti energetici-informativi onde facilitare il processo di autorisoluzione dei conflitti insito nei sistemi viventi.

Psicobioterapia-Totalità e Salute-Prevenzione e Terapia

Per sviluppare un approccio olistico alla salute che sia in accordo con la nuova fisica e con la concezione degli organismi viventi propria della teoria dei sistemi, non c’è bisogno che ripartiamo da zero, ma possiamo imparare dai modelli medici esistenti in altre culture.
Il pensiero scientifico moderno -in fisica, in biologia e in psicologia- sta avviandosi verso una visione della realtà che è molto vicina alle concezioni dei mistici e di molte culture tradizionali, in cui la conoscenza della mente e del corpo dell’uomo e la pratica dell’arte della guarigione sono parti integranti della filosofia naturale e della disciplina spirituale.
Un approccio olistico alla salute e alla guarigione è perciò in armonia con molte concezioni tradizionali, oltre che con teorie scientifiche moderne.
Le varie culture hanno presentato in tutti i temi oscillazioni nella pratica della medicina fra riduzionismo e olismo, probabilmente in risposta a fluttuazioni generali di sistema di valori. In culture prive della scrittura, in tutto il mondo, l’origine della malattia e il processo della guarigione sono sempre stati associati a forze appartenenti al mondo spirituale.
In quest’ottica sono stati sviluppati una grande varietà di rituali e pratiche di guarigione per far fronte alla malattia. Fra questi, il fenomeno dello sciamanismo offre un certo numero di paralleli con moderne psicoterapie.
Il carattere più eminente della concezione sciamanistica della malattia è la convinzione che gli esseri umani siano parte integrante di un sistema ordinato e che ogni malattia sia la conseguenza di una qualche disarmonia con l’ordine cosmico. Le terapie sciamaniche seguono in generale un approccio psicosomatico applicando a infermità fisiche tecniche psicologiche. I rituali di guarigione sciamanici hanno spesso la funzione di portare conflitti e resistenze inconsci a un livello cosciente, dove possono svilupparsi liberamente e trovare una risoluzione. Dinamica, questa, basilare delle moderne psicoterapie. Ma mentre gli psicoterapeuti moderni aiutano i loro pazienti a costruitre un mito individuale con elementi tratti dal loro passato, gli sciamani forniscono loro un mito sociale che non è limitato a loro precedenti esperienze personali. Lo sciamano opera con l’inconscio collettivo e sociale, che è condiviso dall’intera comunità.
Idee simili si possono ricavare dallo studio di sistemi medici sviluppati dalle principali civiltà del passato e trasmessi in testi scritti per centinaia e migliaia di anni.
La sapienza e la complessità di queste grandi tradizioni sono illustrate da due sistemi medici dell’Antichità -uno occidentale e uno orientale- i cui concetti di salute e malattia sono ancora estremamente rilevanti nel nostro tempo e che si assomigliano fra loro sotto vari aspetti. Una di queste è la tradizione della medicina ippocratica, che è alle radici della scienza medica occidentale; l’altra è il sistema della medicina cinese classica, che forma la base della maggior parte delle tradizioni mediche dell’Asia orientale.
Al cuore della medicina ippocratica c’è la convinzione che le malattie non siano causate da demoni o da altre forze soppranaturali, ma che siano fenomeni naturali, passibili di studio scientifico e su cui si può influire per mezzo di procedimenti terapeutici e di una saggia conduzione della propria vita. Cosi’ la medicina dovrebbe essere praticata come una disciplina scientifica, fondata sulle scienze della natura, la quale abbraccia la prevenzione delle malattie -la Dea IGEA- oltre alla loro diagnosi e terapia -la Dea PANACEA.
Questo atteggiamento ha formato la base della medicina scientifica sino ad oggi, anche se i successori di Ippocrate hanno raggiunto solo di rado l’ampiezza di visione e la profondità del pensiero filosofico manifesti negli scritti ippocratici.
Le “arie, le acque, i luoghi”, uno dei libri più significativi del Corpus ippocratico, rappresenta quello che noi oggi definiremmo un trattato di ecologia umana.
La salute, secondo gli scritti ippocratici, richiede uno stato di equilibrio fra le influenze ambientali, i modi di vita e i vari componenti della natura umana. Questi componenti sono descritti in termini di “umori” e “passioni”, che devono essere in equilibrio tra loro. La dottrina ippocratica degli umori può essere riformulata nei termini di equilibrio chimico e ormonale e la rilevanza delle passioni si riferisce alla interdipendenza di anima e corpo su cui i testi insistono con energia.
Per quanto concerne l’arte della guarigione, Ippocrate riconobbe le forze sanatrici intrinseche agli organismi viventi, forze che egli definì “il potere sanatore della natura”. Il ruolo del terapeuta era quello di aiutare queste forze naturali, creando le condizini più favorevoli al processo di guarigione. E’ questo il significato originario del termine “terapia”-“assistere”.
I temi principali della medicina ippocratica -la salute come stato di equilibrio, l ‘importanza delle influenze ambientali, l’interdipendenza di anima e corpo e l’intrinseco potere guaritore della natura- furono sviluppati nell’antica Cina in un contesto culturale del tutto diverso.
La nozione cinese del corpo come sistema indivisibile di componenti interrelati è ovviamente molto più vicina al moderno approccio sistemico che non al modello classico cartesiano. L’infermità non è concepita come l’intrusione di un agente esterno, ma si pensa sia dovuta a un tipo di cause che conducono alla disarmonia e allo squilibrio. La natura di tutte le cose, compreso l’organismo umano, è però tale che c’è una tendenza naturale a tornare a uno stato dinamico di equilibrio.
E’ facile vedere che un sistema di medicina che vede nell’equilibrio e nell’armonia con l’ambiente la base della salute insisterà probabilmente su misure preventive.
Un moderno approccio olistico ai problemi della salute deve avere delle radici forti e ben radicate su sistemi medici sviluppati e verificati dalle principali civiltà del passato e confermati dall’attuale pensiero scientifico e deve prevedere i due aspetti dell’ arte della salute e della guarigione: la prevenzione e la terapia.
La Psicobioterapia-Integrata, nel porsi sul solco tracciato dai modelli di terapia presentati e nel collegarsi in termini operativi nell’ottica della P.N.E.I., indica e riscopre con chiare indicazione “il culto di Asclepio, di Igea -prevenzione- e di Panacea -terapia.